In questa pagina potete trovare alcune aree di ricerca per le quali sono disponibili argomenti di tesi (sia triennali che magistrali). La descrizione è mantenuta volutamente su un livello molto generale perché i dettagli specifici sono molto “volatili” e cambiano spesso. Se qualche argomento vi interessa, contattatemi a [email protected] e ne parleremo a voce.

Chipless RFID

Che roba è?

Certamente avrete sentito parlare di RFID e quasi certamente saprete che si dividono in autonomi (a loro volta suddivisi in attivi e semi-passivi) che hanno a bordo una propria fonte di energia e passivi che sono alimentati dal lettore (parlando in maniera molto grezza). Sia gli RFID autonomi che quelli passivi hanno a bordo un chip che può eseguire codice, memorizzare dati, autenticarsi, ecc. Un RFID è quindi un oggetto che può essere molto flessibile e si presta a molte applicazioni.

Nonostante gli RFID non siano particolarmente costosi, ci sono applicazioni per le quali basterebbe un semplice codice a barre (es. tracciamento di beni in una catena di distribuzione), ma siamo comunque costretti ad usare un RFID a causa di vincoli imposti dall’applicazione, per esempio: il bene è impacchettato ed il codice a barre non è visibile o il bene è troppo distante per poter leggere il codice a barre con ragionevole affidabilità.

L’idea degli RFID chipless nasce nel tentativo di avere un RFID che costi quanto un codice a barre (~ un ordine di grandezza meno di un RFID tradizionale), senza avere i difetti del codice a barre quali la necessità di essere visibile.

Un RFID chipless lavora a frequenze radio (da decine di MHz a decine di GHz) e si basa spesso su semplici fenomeni fisici quali la diffusione del segnale elettromagnetico da parte di strutture conduttive. Qualche dispositivo usa circuiti molto semplici quali, per esempio, dei componenti non lineari per generare armoniche.

Un RFID chipless può essere molto economico. RFID chipless possono essere incisi direttamente sul circuito stampato, disegnato con inchiostri conduttivi o creato con tessuti-non-tessuti conduttivi.

Al momento attuale il maggior difetto di un RFID chipless quando confrontato con un codice a barre è il piccolo numero di bit disponibile (una decina o poco più nei casi migliori).

Bello… a che serve?

Questa tecnologia è molto giovane (non ci sono lavori in letteratura prima del 2008) e non ci sono ancora soluzioni “standard;” c’è quindi ampio spazio per soluzioni innovative che potrebbero diventare un domani la soluzione “standard” che domina il mercato.

L’applicazione principe per un RFID chipless è, chiaramente, come sostituto avanzato di un codice a barre, ma ci sono molte altre applicazioni che sono state prodotte in letteratura tra le quali

Cosa c’è da fare?

Al momento attuale (15 giugno 2023) stiamo lavorando su un tipo di RFID chipless con massima densità di bit per unità di area, ma come già detto, questo campo d’indagine è molto giovane e turbolento e nuove applicazioni e contesti applicativi possono nascere in ogni momento.